SEZIONE DIDATTICA: Non riesci a correggere il tuo allievo? Lavora sui Sensi!

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Ti è mai capitato di dare consigli tecnici ad un allievo, bambino od adulto che sia e notare che nonostante la tua spiegazione sia molto semplice e la tua richiesta sia chiara e facile da eseguire, il tuo allievo continui a commettere sempre lo stesso errore?

Sicuramente si, ne sono convinto. D’altronde a chi di noi non è mai capitato?

Come tutti anch’io mi sono spesso trovato di fronte a queste difficoltà. Dalla teoria alla pratica, anzi come dice il detto, tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare.

Per attraversare questo mare di difficoltà che costituisce una enorme barriera tra l’insegnante e l’allievo e causa un’inevitabile frustrazione ad entrambi gli attori, docente e discente, mi sono posto un sacco di domande lungo il mio percorso formativo.

Ho utilizzato correzioni tecniche, alcune apprese nei corsi di formazione che frequentavo, dove a volte si proponevano correzioni di tipo “fast food”: “se capita questo problema utilizza questo metodo e il successo è garantito!”, ma quando i risultati con i “trucchi” imparati non arrivavano ho cercato in maniera più logica e a mio avviso scientifica, di escogitare, attraverso la mia esperienza, nuovi correttivi.

A volte tutto ciò non funzionava ugualmente. La domanda è di conseguenza la risposta che mi davo era: possibile che il mio allievo non sia portato per questo sport e quindi nonostante tutti i miei sforzi non riuscirà mai a correggere quegli errori tecnici?

Questa è forse la risposta-scorciatoia che utilizziamo per giustificare un nostro fallimento, ma in tutti questi anni ho capito una cosa importante. Se non riesci a ottenere risultati con i tuoi allievi, la colpa è tua non sua.

Ogni allievo è unico e diverso e quindi utilizzare metodi standardizzati, basati sulla ripetitività di allenamenti allo scopo di ottenere progressi tecnici, a volte può funzionare, ma quando non funziona, l’insuccesso è la conseguenza inevitabile.

E allora, come possiamo intervenire quando il nostro metodo, i nostri consigli non ottengono i risultati sperati?

Bisogna prima di tutto partire dal presupposto che ognuno di noi recepisce le proprie informazioni attraverso i sensi, ed elabora le proprie esperienze in maniera differente da qualsiasi altro essere umano. Anche due fratelli gemelli, cresciuti nella stessa famiglia, che frequentano la stessa scuola e le stesse amicizie elaborano esperienze diverse.

Per questo motivo è importante capire, che i nostri esempi molto spesso non colpiscono nel segno, perché chi li ascolta li interpreta nella sua maniera e quindi in modo differente dalle nostre aspettative.

Passiamo ad un esempio pratico. Mi è stata posta qualche giorno fa una domanda da un allievo insegnante in un corso per Istruttori Nazionali Aics.

“Come posso aiutare un allievo che colpisce la palla in ritardo o comunque con un timing errato? Nonostante tutti i consigli, tra i quali quello di partire con la racchetta dietro le spalle, il mio allievo si trova sempre in ritardo.”

Spesso i maestri dicono ad un allievo che colpisce con un timing errato, di preparare il colpo “prima”.

Ma prima di cosa? Che cosa intende per “prima” il maestro e cosa intende per “prima” l’allievo? Che percezione o dispercezione temporale ha l’allievo rispetto all’arrivo della palla?

Come posso aiutare l’allievo a trovare naturalmente il timing corretto, senza costringerlo ad aspettare con la racchetta dietro le spalle, consiglio che potrebbe essere utile nell’immediato ma non realistico nella scelta di tempo, rispetto a quella che poi sarà l’applicazione pratica durante una partita?

Come ti dicevo in precedenza, ognuno di noi fa le proprie esperienze attraverso i sensi. Per questo motivo ora ti faccio una domanda: ti sei mai posto il quesito di quale sia il sistema rappresentazionale utilizzato maggiormente dal tuo allievo? Il visivo, l’auditivo o il cinestesico? Non l’hai fatto? Beh, è ora che tu cominci a chiedertelo se vuoi avere successo.

Nel tennis ogni allievo, ogni persona si affida alla parte visiva, auditiva e cinestesica, per sincronizzarsi sull’esecuzione del gesto. Per questo motivo ti consiglio di capire il prima possibile qual è il sistema sensoriale utilizzato in maniera preferenziale dal tuo allievo.

Hai capito quale sistema usa preferibilmente il tuo allievo? Il visivo?

Un buon consiglio per chi utilizza la parte visiva in maniera preferenziale, è di dargli un punto di riferimento visivo sul quale focalizzarsi. Nel momento in cui la palla attraverserà quel punto dovrai suggerire all’allievo di ruotare le spalle ed effettuare il movimento di preparazione.

Un esempio semplice in questo caso può essere: “quando la palla passa sopra la rete – o meglio ancora per dargli un punto di riferimento più vicino – quando la palla incrocia la linea del servizio del tuo campo, la fase di preparazione dovrà essere completata e la racchetta dovrà essere già dietro le spalle”.

In questo modo l’allievo anziché essere distratto dall’elaborazione mentale di tutte le correzioni dettate dal maestro, porrà l’attenzione sul parametro visivo, la palla e la linea del servizio, e sulla parte percettiva, la racchetta dietro le spalle, facendo attenzione a sincronizzare il parametro visivo con la parte percettiva.

Ricorda che avere poche informazioni da gestire, aiuta l’allievo nella concentrazione e nell’esecuzione tecnica.

Il tuo allievo usa prevalentemente il sistema auditivo?

Se l’allievo utilizza maggiormente il sistema auditivo, puoi utilizzare un suggerimento di questo tipo: “quando senti il rumore della palla che tocca il campo, la fase di preparazione dovrà essere completata e la racchetta dovrà essere già dietro le spalle”.

Anche in questo caso ponendo l’attenzione sul suono della palla che tocca il terreno, l’allievo si isola dalle interferenze esterne, concentrandosi sul parametro sonoro da allineare al parametro percettivo della racchetta dietro le spalle.

Questi sono due esempi semplici ma molto efficaci per aiutare il tuo allievo a trovare il timing corretto. Provali e fammi sapere quale risultato hai ottenuto, anche se sono già sicuro che otterrai dei risultati molto immediati e duraturi.

Se vuoi avere qualsiasi informazione relativamente alla preparazione mentale, puoi contattarmi sul mio profilo Facebook o sulla mia mail, mauro.marino@performanceway.it

Scrivimi ti risponderò al più presto possibile.

 

One Response to SEZIONE DIDATTICA: Non riesci a correggere il tuo allievo? Lavora sui Sensi!

  1. Giuseppe Coluccia scrive:

    Ciao Mauro ho trovato estremamente interessante l’articolo, per i contenuti, molto qualificati sulle doti percettive dell’allievo e sulle indicazioni metodologiche per l’addestramento.
    Giuseppe Coluccia

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